Nel 2009, Carlo Giovanardi propone un test antidroga per riguadagnare la credibilità dei nostri parlamentari. Meno del 25% dei deputati e senatori si sono sottoposti al test, anche se protetti da anonimato. Solo uno risulta positivo, ma é lecito pensare che un'alta percentuale non si sia sottoposta perché fa abituale uso di sostanze stupefacenti.
E' ora di istituire ed esigere per i nostri rappresentanti al potere le stesse misure che si applicano abitualmente nel mondo dello sport. Ovviamente, essi debbono essere esempio di moralità ed il popolo italiano ha diritto d'assicurarsi che i senatori e deputati che lavorano per noi tutti siano veri esempi di moralità, salute mentale e compiano pienamente con le leggi in vigore. Valersi del anonimato non é accettabile, il controllo antidoping dovrà essere svolto periodicamente ed imprevedibilmente, ed in caso di positività l'espulsione sarebbe immediata, seguita dalle pene previste dalla legge.
Questa decisione é troppo importante per poter essere presa al parlamento, si richiede di una azione civica che imponga questa prassi come "normale condizione di lavoro" per i parlamentari. Sarà anche occasione per rammentare loro chi comanda ed a chi essi si debbano inchinare, dedicando al nostro paese una vita di lavoro pulita ed esemplare.